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Perché scrivere ancora (anche) a mano

Un block notes e una penna sulla base della colonna tortile di una chiesa barocca di Palazzolo Acreide

Scrivere ancora (anche) a mano o solo in digitale?

Molti si chiedono perché scrivere ancora a mano quando tutto, o quasi, si fa con uno smartphone o con la tastiera di un PC.

Un block notes e una penna sulla base della colonna tortile di una chiesa barocca di Palazzolo Acreide

Foto: Salvo Alibrio

I vantaggi del digitale

La comodità vince sempre e tutto ciò che si può fare più velocemente lo si fa anche molto più volentieri. Senza contare il fatto che la tastiera ti fa notare spesso eventuali errori e ti suggerisce la versione corretta di quella parola o di quella frase che avevamo scritto male.

Su uno schermo il testo sembra forse anche più ordinato, lineare, chiaro e fruibile.

Si fa prima e meglio, insomma.

A scuola molti ragazzi scrivono a stampatello, non sanno nemmeno più quale sarebbe la loro grafia, se scrivessero liberamente. E poi un testo scritto in digitale lo puoi copiare e incollare, inviare facilmente tramite vari device e puoi sempre cancellare e rifare tutto senza far vedere u schifiu ca facisti prima.

Ma ‘do ‘nnamo con ‘sto Times New Roman o co’ st’Arial, tutti uguali? Dov’è finita la nostra identità grafica?

Certo, in un oggetto solo ci mettiamo tutta la nostra vita e quant’è bello fare la lista della spesa, la to do list o qualche riflessione, direttamente sullo smartphone che tanto è già lì, tra le nostre mani!

I vantaggi della scrittura a mano

È anche vero che quando scriviamo a mano, con la nostra e solo nostra grafia, non si può replicare quel nostro segno esatto nemmeno volendo. Basta pensare alle perizie che studiano la grafia per risalire solo a quelle specifiche mani, a quella sola persona.

Ed ecco che scrivere a mano ci ridona una dignità unica e un’autenticità irripetibile, che niente e nessuno può imitare.

È come se anche quelle correzioni disegnassero i nostri pensieri e portassero all’esterno un pizzico dell’ingarbugliamento che abita la nostra mente. Che spettacolo!

Donatella Briganti sorridente con foglio e penna, in procinto di scrivere

Foto: Salvo Alibrio

Perché scrivere a mano secondo le ultime ricerche

Non può passare inosservato alla ricerca scientifica questo passaggio della scrittura a mano da gesto quotidiano a gesto sempre più obsoleto.  Così si è scoperto che succede una cosa stupenda quando prendiamo una penna e scriviamo su un foglio di carta: si attivano delle zone del nostro cervello che altrimenti rimangono spente. Scrivere a mano accende le lampadine della nostra mente come nessun altro gesto sa fare. E già solo questo dovrebbe bastare. Scrivendo a mano miglioriamo i nostri sensi, il nostro apprendimento e la nostra memoria. La scrittura a mano ci fa restare più umani. Molte le ricerche e le fonti attendibili che ne parlano, qui ne propongo una: un articolo del National Geographic molto esaustivo e con voci autorevoli.

Scrittura a mano e intelligenza artificiale

Ma come si fa ad affidarsi ancora a carta e penna, quando l’IA fa tutto per te? Perché faticare quando puoi delegare? Domande legittime che mi vengono rivolte sempre quando scrivo a mano e pratico calligrafia migliorando la mia cancelleresca o il mio copperplate, richiesti anche per lavoro. Puoi farteli con l’IA e poi li stampi, no? Sì, ca cettu! A stissa cosa è! Ebbene no, non è la stessa cosa e non lo sarà mai. Per eventi unici e occasioni speciali, la stampa di un biglietto sarebbe riduttivo rispetto all’attenzione e alla cura che richiede la scrittura a mano.

Ma la vera domanda da porsi è: perché scegliere?

A mano E al PC

Io non voglio eliminare carta e penna. Mi rilassa, mi piace, mi ricorda chi sono, mi immerge in mondi profondamente miei e solo miei. Mi fa capire come sto già dalla velocità con cui scrivo le parole, quanto sono comprensibili, se le scrivo facendo volare quell’inchiostro sul supporto cartaceo o con quella lentezza e quell’attenzione che raccontano di pace e serenità. Ne riconosco gli infiniti benefici.

E non voglio nemmeno abbandonare la tecnologia, le tastiere in cui posso andare come un fulmine, in cui posso lavorare e scrivere libri e testi di ogni genere per me e per i miei clienti restando al passo con le case editrici che oggi aspettano il file, non il manoscritto cartaceo. Posso inviare, correggere, far vedere con ordine le revisioni che faccio ai testi, posso scrivere questi articoli per il mio sito liberamente, senza dover fare le foto magari a quanto scritto a mano, rischiando di limitare la comprensione: troppi media per veicolare un contenuto. A volte ci può stare anche quello, far convergere i mezzi e includere il passato e il presente. Dipende. Tutto dipende, cantava De Palo.

Purché si scriva

Ricordiamoci della bellezza della nostra grafia. E qui non parlo di bellezza oggettiva e assoluta (che poi, come le si stabiliscono?). Parlo di quella bellezza autentica, personale e unica. Anche se non ci piace come scriviamo, possiamo migliorare, anche grazie a corsi e attenzioni nuove. Quello che non possiamo e non dobbiamo scordare è che scrivere a mano, se non ci piace, ci serve! Quindi, anche se non vogliamo, mettiamoci d’impegno e teniamo a portata di mano carta e penna, foglio e matita, colore e pezzo di carta igienica…qualsiasi cosa! Ma riscopriamo noi stessi, attiviamo il nostro cervello, miglioriamo i nostri sensi e non solo il tatto, grazie alla scrittura a mano.

Non si ha tempo. La solita scusa per non fare le cose che non ci piacciono o non ci interessano. Il tempo si trova sempre, se si vuole. Tutta questione di priorità. Ma noi siamo la nostra priorità assoluta. Pensavo l’altro giorno a come in aereo ci tengano a specificare di indossare eventualmente la maschera dell’ossigeno e poi aiutare gli altri a farlo. Perché se non stiamo bene noi, non possiamo vivere in questo mondo. Ora, speriamo di non dover mai indossare quella mascherina per respirare…ma salvaguardiamo noi stessi.

Donatella che scrive su carta con lo sfondo di una bellissima chiesa con colonne tortili

Foto: Salvo Alibrio

Qualche idea per scrivere a mano

Sappiamo che possiamo semplicemente scrivere a mano per esistere, per memorizzare, per relazionarci con noi e con gli altri, per apprendere, per aiutare quella nostra testolina a funzionare bene. Allora prepariamoci appena possibile, predisponiamo una penna, portiamocela in borsa, teniamo a portata di mano un foglio, un’agenda, un diario. Avere tutto l’occorrente ci aiuta a usarlo più facilmente e con maggiore probabilità. Un bullet journal, come uno di quelli che amo nutrire ogni giorno, penso sia l’ideale. Scrivi e disegni con fantasia e creatività, o semplicemente con pragmaticità, quello che devi ricordare, fare, ma anche come lo vivi. Come vivi le giornate, le tue emozioni, le tue sensazioni, le tue riflessioni. Basta anche solo una frase al giorno. Per chi non è abituato a farlo, non è così semplice perché non si ha spesso la consapevolezza di ciò che si è e si ha dentro. Ci si siede, ok carta, ok penna…e mò? Che scrivo? Ma a scrivere si impara scrivendo. E a migliorare se stessi si impara…sempre scrivendo, magari a mano. Per questo amo così tanto la scrittura; diffondere la sua bellezza e soprattutto la sua importanza, a mano e in digitale.

Per questo amo così tanto aiutarti a ritrovare la tua voce narrante.